Storie di Clash: quelle notti a farmare e a parlare di noi

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Si passa tanto tempo sul gioco e tanto tempo a farmare per far crescere il villo.
E la testa mi torna sempre lì alle nottate passate con una mia amica a chattare aspettando le truppe.

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All’epoca avevo un solo villo. Sì è esistito un tempo nel pliocene in cui avevo un solo villo, oltretutto con nick anonimo e neanche femminile, non il mio nome.
Parlo in globale con questa ragazza che stranamente entra, stranamente perché non sono mai stata brava a reclutare, tranne che in un periodo ma è una storia a sé e non voglio divagare.
Entra in clan con l’aria “ora te ci provi con me e io ti uccido”
“piacere marta”.
Attimo di silenzio, superato l’esame e mi ritrovo a parlare con una meravigliosa ragazza romana, sanguigna e solare dal villo più o meno come il mio.

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La sera quando il clan si spenge restiamo in chat, io lei e chi si aggrega e aspettando le truppe si parla.
Si parla dei figli io 2 lei 1.”Fo un attacco.”

Si parla di cosa fanno, di come crescerli. Una sera 2 ns compagni di clan ci confessarono che gli facevamo venire voglia di averne… Noooo, siete ancora piccoli, e giù a spiegare i contro della cosa.
Un attacco bottino alto, “metto la torre stregone o il mortaio?”
Si parla delle case e dei modi di vivere, lei cittadina di Roma, io campagnola del chianti.
Si parla delle sclerate e del cercar lavori.
“Metto il re o aspetto?”
“Attacco”
Si parla, mi chiama la sua camomilla perché nel caos della vita romana con me si rilassa.
“Ci serve un th11? ” “se buono fallo entrare”
A volte rimaniamo alzati in molti e allora si tira mattino.
A volte siamo solo noi 2 e a un certo punto le tastiere cominciano a scrivere parole sbagliate ed era l’ora di andare a dormire.

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Anzi l’ora di andare a dormire è passata da un pezzo che domani si lavora, ma c’è qualcosa di meglio di una chiacchierata di tutto e di niente con un’amica?

Ricordo le mille confidenze di cui molte pure private.
Ricordo i fantasmini che leggevano ma non si palesavano e di come si cercava di capire chi fossero e a stanarli. Credo nessuno abbia resistito muto.

“Sono le tre, crollo”
“va bene a domani, anzi a oggi”

Marta Clash


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Marta Clash
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